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3 BUONE REGOLE PER NEGOZIARE IN MANIERA EFFICACE

Non temere il conflitto

Non avere paura dei conflitti: sono l’occasione per iniziare a negoziare. Sono interessi opposti a gettare le basi per una negoziazione. La prima cosa che devi fare in situazioni simili non è di concentrarti solo su ciò che le persone ti chiedono, ma capire perché lo chiedono.

La tentazione di dire di NO. Può capitare che quando qualcuno ti chiede qualcosa la tua prima reazione sia dire di “NO”, specie se ciò che ti chiedono è prezioso o addirittura incedibile. Comprensibile, ma prima di dire NO frena, pensa e chiedi “Perché mi stai chiedendo questo”: non dare mai per scontato di saperlo.
Se conosci i bisogni di chi hai di fronte, può darsi che tu posso soddisfarli, senza dare necessariamente ciò che ti viene chiesto.

 

Non subire la pressione

Subire la pressione. Tipicamente quando sei sotto pressione o ti senti minacciato la reazione è accettare quello che ti viene chiesto. Quando ti senti sotto pressione, frena, e inizia a chiederti che cosa ti fa sentire sotto pressione.

Se ti senti sotto pressione perché ti chiedono molto, hai paura di perdere la relazione e sei tentato di dire di Sì, prima di farlo sappi che concedendo tout court non alimenterai né riconoscenza né gratitudine.

Ti chiederanno di più, se non ora la prossima volta, sapendo che possono ottenerlo solo “minacciandoti”.
Chiedi sempre qualche cosa in cambio: meglio ancora qualcosa che abbia valore per te e poco o assenza di costo per gli altri.
Ti renderai più credibile. E ricorda che chi minaccia ha molto meno potere. e capacità, di quanto tu creda.

 

 

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Le rotte migratorie

 

PERCHÈ I GIAPPONESI NON RIESCONO MAI A DIRE DI NO

Ci sono cose che i giapponesi non dicono. Ad esempio, “no” (in giapponese:いいえiie). È una parola maleducata e – se possibile – si preferisce evitarla. Negare è brutto, antipatico, antisociale. Esiste piuttosto una fitta serie di espressioni, più o meno contorte, che può benissimo svolgere la medesima funziona. Come spiegava in modo ironico Dave Barry nel suo libro del 1992 Dave Barry Does Japan, le corrispondenze tra giapponese e inglese (americano) sono più o meno così:

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Sembra esagerato – specie la parte sulla capra – ma centra il punto: i giapponesi sono educati al punto da non voler mai (proprio mai) infliggere al proprio interlocutore il dolore di incontrare un rifiuto (che nella loro lingua ha anche un nome specifico: “meiwaku”). Questo tratto culturale potrebbe sembrare anche simpatico e rispettoso. Ma prima di pensarlo aspettate e chiedete indicazioni stradali: non ammetteranno mai di non sapervi aiutare, e vi daranno suggerimenti confusi e sbagliati, per poi fuggire rossi di vergogna.

Nella vita, però, è importante imparare a dire dei “no”. E visto che la parola iie è quasi tabù, il parlante giapponese ha a disposizione un frasario complesso, ampio e ricco di sfumature a seconda del livello di educazione che si vuole mostrare.

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