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IL “TU” AIUTA AD AFFRONTARE LE ESPERIENZE NEGATIVE


“Una volta vinci, una volta perdi”: è un’espressione che usiamo tutti per dire che a chiunque può capitare di incappare in un fallimento, anche se – in questo come in altri modi di dire – ricorriamo in al “tu” generico, in inglese come in italiano.

Ma da dove nasce questa curiosa forma linguistica? Una ricerca sperimentale condotta da un gruppo di studiosi dell’Università del Michigan guidati da Ariana Orvell ha cercato di dare una risposta a questa domanda. E il risultato, illustrato sulle pagine della rivista “Science”, è che il “tu” consente al soggetto di affrontare meglio le esperienze emotivamente negative, prendendone le distanze.

Lo studio è stato condotto sottoponendo 2489 soggetti a una serie di test linguistici. In alcuni esperimenti, per esempio, ai volontari sono state poste alcune semplici domande su come portare a termine un determinato compito, ma formulate in modo lievemente differenti tra loro. Due domande erano, per esempio: “Come useresti questo martello?” e “Che cosa potresti fare con questo martello?”.

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IN ITALIA AUMENTA IL PART-TIME

Siamo il Paese in Europa in cui la percentuale di lavoratori part time è salita di più. Più 9,8% tra il 2002 e il 2015, contro una media europea che vede un incremento del 4%.

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Differenza tra proporzione di lavoratori part time nel 2002 e nel 2015, Fonte: Eurostat

 

A seguire l’Italia Paesi come Austria, Spagna, gli stessi Paesi Bassi che sono la patria eccellenza di questo tipo di contratto, la Germania.

Diciamo subito che, in sé, questa non può essere derubricata come una cattiva notizia. Che aumentino le persone che lavorano part time di per sè è chiaramente positivo. Non solo, a quanto vediamo, non c’è stato un aumento solo in Paesi che hanno sofferto la crisi, ma anche in quelli in cui dopo il 2008 o non vi sono state recessioni o sono state lievi e subito seguite da riprese che hanno più che compensato quei cali del PIL, appunto Germania, Paesi Bassi, Austria, Irlanda.

E infatti c’è una correlazione tra il tasso di occupazione femminile (sono le donne le protagoniste del part time) e proporzione di occupate a metà tempo.

Una correlazione ancora più evidente nella fascia di età tra il 15 e i 24 anni, in cui i Paesi nordici risultano in testa in entrambi gli indicatori, quelli sull’occupazione femminile e sul ricorso al part time.

RELAZIONE TRA OCCUPAZIONE E PART TIME
Fonte: Eurostat