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SOLO UN TERZO DEI NEO-LAUREATI ATTRATTI DALLE GRANDI AZIENDE

 

“La Generazione Z è il vero motore del cambiamento”. Parola di Stefano Trombetta,Managing Director, Accenture Strategy, Talent & Organization Italia, Europa Centrale e Grecia, che alla categoria : laureati italiani nel 2017 e aspettative nei confronti del mondo del lavoro ha appena dedicato uno studio. Un’indagine che rivela che i giovani si distinguono per pragmatismo e concretezza nel momento della scelta del percorso di studi da intraprendere, l’87% ha considerato le effettive opportunità lavorative (in linea con la percentuale degli Usa dell’88%). Anche se come racconta Trombetta solo un terzo dei ragazzi sogna di lavorare per una grande azienda. “Ben il 79% oggi cerca un’occupazione tramite una app. Anche se oggi ancora molte realtà fanno selezione attraverso processi tradizionali. “Per proporsi in modo adeguato le società dovrebbero proporre dei programmi di training che sappiano stimolare i candidati più talentuosi. I giovani di oggi sono estremamente preparati sulle innovazioni e hanno competenze digitali da trasmettere all’intero team” continua il manager di Accenture che è convinto inoltre del fatto che l’azienda deve cercare di mantenere sempre le promesse relative ai compiti assegnati ai giovani assunti. Prima di tutto infatti si aspettano di mettere a frutto la propria laurea in attività che richiedano le competenze approfondite durante gli anni di studio: la loro paura è quella di un “sottoimpiego” rispetto alla propria formazione, un problema sperimentato concretamente dal 61% dei laureati 2015/2016 in Italia (54% negli USA), che ritiene la propria laurea superflua per il loro lavoro che svolge attualmente.

 

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START-UP: 6 SU 10 CON BILANCI IN ROSSO

 

Sono startup a tutti gli effetti ma il loro business è aiutare altre startup a scovare co-founder, sviluppare la propria app o trovare investitori pronti a scommettere sul loro progetto. Il punto di riferimento è l’americana AngelList: una comunità online di startupper e investitori che, dal 2010, consente a giovani imprenditori di entrare in contatto fra loro e dà visibilità alle startup che cercano finanziatori. Si tratta di un modello diverso rispetto a quello di incubatori e acceleratori che in Italia costituiscono ancora il canale principale per le nuove aziende che intendono sviluppare un’idea o strutturare il proprio business. Nel nostro Paese, le “palestre” di innovazione introdotte e certificate dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) con la legge 221/2012, sono 36.

 

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