LEZIONI DAL FUTURO DELLA FORMAZIONE

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Investire in cultura è lo slogan del momento, tuttavia, nella maggioranza dei casi, invece di creare contenitori di senso, si propongono gadget formativi.

Come comunità dobbiamo impegnarci a ridefinire il ruolo centrale della formazione a supporto dell’evoluzione dell’umanità; altrimenti, rischiamo di delegare all’intelligenza artificiale anche la nostra più preziosa dote: la capacità di trasformare la potenza in atto di creazione.

Con l’occasione del XXVIII Convegno Nazionale AIF, decidiamo quindi di assumere un ruolo guida per innalzare la qualità dell’apprendimento dei nostri territori, delle nostre organizzazioni e dei nostri concittadini, garantendo al nostro Paese la possibilità di progettare il futuro.

Prendiamo atto della nostra forza per proiettarci nel futuro del nostro Paese da qui a 10 anni, creando a Bologna dal 6 all’8 ottobre, un contesto di apprendimento che ci possa  mostrare  il progresso e ci renda capaci di leggere le dinamiche che ci conducono nel futuro.

Forse in questi tre giorni non assisteremo alla sua completa  rinascita, ma, essendo presenti, potremo dire di aver partecipato alla prima lezione dal futuro della formazione.

Maggiori informazioni qui

COLLAVORIAMO

 

Che cosa ci aspetta nel futuro tecnologico quando si tirano in ballo le relazioni fra le persone? Quali sinergie e collegamenti esistono fra i nostri clienti, colleghi, fornitori e la tecnologia? Come evolverà lo scambio di informazioni nell’era del web 3.0?

Lo scopo dell’evento è proprio quello di approfondire il concetto del “ColLavorare”, neologismo che indica la commistione fra il lavoro e la collaborazione, inteso principalmente come scambio di informazioni e di supporto alle relazioni: lo scambio di informazioni può avvenire a qualsiasi livello e fra ogni stakeholder, in particolare se si considera il tema del ricambio generazionale sempre più predominante all’interno delle aziende italiane.

L’evento è gratuito.

Per iscrizioni cliccare qui

 

 

LIBERARE LA FORMAZIONE

La metafora del titolo, Liberare la formazione, vuole proporre un percorso che recupera e valorizza la grande tradizione storica della formazione in Italia, di cui è portatrice, da quaranta anni, l’AIF. Si tratta ora di far emergere, da questa tradizione, risposte a cogenti bisogni presenti, e ad esigenze emergenti, basilari per il nostro futuro personale, per il futuro del nostro paese e del mondo.
La formazione è stata intesa essenzialmente come ‘formazione aziendale’, ma oggi le aziende non sono più in grado, o non sono più interessate, a farsi carico di vasti piani formativi, mentre assume importanza crescente la formazione finanziata. La formazione è stata essenzialmente formazione erogata in aula, mentre oggi le modalità formative, supportate da diverse tecnologie, si moltiplicano. La formazione è stata rivolta a intere popolazioni aziendali, a gruppi di persone, mentre oggi si va diffondendo, e appare sempre più necessaria, la formazione costruita sui bisogni e sulle aspettative di una singola persona. La formazione si è fondata su una netta separazione dei ruoli di docente e discente, mentre oggi appare sempre più un processo che coinvolge attori che sono al contempo docenti e discenti.
La formazione è stata intesa come formazione rivolta a persone dotate di un ‘posto di lavoro’. Ma oggi sempre di  più appare importante pensare ad una formazione rivolta a coloro che non hanno lavoro.
La formazione è stata intesa, in senso stretto, la formazione degli adulti, ma oggi appare particolarmente importante guardare, con uguale attenzione, alla formazione dei giovani, degli adulti, e di coloro che sono, con sempre meno motivi, considerati ‘anziani’.
Liberare la formazione dalle consuetudini significa sprigionarne le potenzialità. La figura del formatore, così, nata come ‘formatore aziendale’, può essere intesa in senso più lato, fino ad abbracciare tutti coloro che nella Scuola, nell’Università, e in genere nella società, si occupano di apprendimento e di trasferimento delle conoscenze.
La formazione apparirà così come fonte di spazi di libertà per ogni cittadino.

Nel pomeriggio del 13 novembre darò il mio contributo in uno spazio intitolato “FORMAZIONE ALLA LIBERTÀ: ETICA, VOCAZIONE E SCELTE DI VITA”

Dialogherò con la collega Emanuela Trevisi, della Fondazione ASPHI Onlus sul modo in cui i processi formativi possono supportare i disabili e le aziende ad agire in una logica di inclusione. Si vedrà come le tecnologie e gli strumenti informatici possano favorire processi di democratizzazione ed emancipazione. Quando la formazione è inclusiva, infatti, è progettata per tutti. Si ragionerà in una logica di formazione partecipativa che ci permetta di sviluppare una formazione democratica per una società più democratica.

Info ed iscrizioni qui

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