Log(os) – IL NERD INCOMPRESO

Una delle principali caratteristiche del nerd è la sua difficoltà di comunicare con il resto del mondo.
Quando parla con un non-nerd resta incompreso e spesso le sue affermazioni vengono fraintese.
Allo stesso tempo un nerd ha difficoltà a comprendere tutte le sfumature ed i sotto intesi del suo interlocutore.
Un tipico esempio è la sua impossibilità a cogliere l’ironia.
Questo luogo comune nasce da un’interessante considerazione di tipo semantico.
Chi ha (o ha avuto) a che fare con discipline scientifiche, quali matematica, fisica o informatica, è abituato a parlare attraverso proposizioni o teoremi. Nei loro enunciati ogni singola parola è stata precedentemente definita. Ma anche in tale definizione ogni parola ha un preciso significato precedentemente definito. E così via, fino ad arrivare ad assiomi e concetti molti semplici del tutto privi di ambiguità. Per di più, nell’enunciato di una proposizione non c’è mai una parola oltre quelle necessarie ad affermare l’asserto. Nè ce ne può essere una in meno senza che il significato della preposizione stessa cambi o perda di veridicità o senso.
Così, se mittente e destinatario sono concordi nella definizione dell’insieme degli assiomi (contesto), il messaggio contenuto in una proposizione è privo di ambiguità.
Per deformazione professionale il nerd usa sempre questo tipo di comunicazione, anche durante una conversazione con un fruttivendolo o un venditore porta a porta. Il problema è che il nerd non concepisce come una parola di uso comune possa avere un significato diverso da quello che lui le attribuisce. Infatti, il significato di una parola (o di un insieme di parole) non è mai chiaramente definito e cambia a seconda dei luoghi, dei tempi e delle persone che la pronunciano. Si pensi ad esempio a modi di dire che spesso vengono usati solo in alcuni luoghi, come ad esempio Bologna, “dare il tiro“, a parole di origine dialettale “brisa” o ad un fruttivendolo che pensa che il suffragio sia una disgrazia marittima.
Un altro aspetto che sfugge al nerd è la comunicazione non verbale. L’enunciato di un teorema non cambia di significato a secondo della tonalità con cui lo si pronuncia o dei gesti che si compiono nel leggerlo.
Per cui possiamo affermare che la molteplicità dei gradi di libertà che offre la comunicazione rende la soluzione del problema delle decodifica di una conversazione da parte di un nerd non unica. E questo crea le note difficoltà.
Tuttavia il problema dello studio dei sistemi formali di codifica una comunicazione è sufficientemente interessante da essere un ottimo argomento di conversazione tra nerd (nel caso ne incontriate uno ora conoscete un argomento che lo appassionerà). E ci sono addirittura dei super-nerd che lo studiano: i logici. Ma questa è un’altra storia…
Le precedenti puntate di Log(os):

Log(os) – GIOVANI INGEGNERI ALLE PRESE CON LA MATEMATICA – seconda parte

Per leggere la prima parte cliccare qui.

Gli studenti di Ingegneria al primo anno devo affrontare l’ostico esame di analisi matematica.
Ecco le considerazioni di studente e docente alla fine dei corsi.
Lo studente di ingegneria:
– non ha capito quale sia il programma d’esame.
– pensa che andare a lezione sia stato del tutto inutile.
– continua a credere che andare a lezione sia obbligatorio.
– pensa che il prof. viva in un mondo parallelo.
– ha capito che andando a ricevimento certifica davanti al prof la propria ignoranza.
– non ha capito cosa sia un esercizio.
– crede di aver capito come funzionano più o meno le cose, ma il prof. è troppo pignolo.
– crede di esser riuscito a copiare lo scritto e di aver fregato il prof all’orale.
– non ha capito con che criterio il prof. dia i voti e bocci gli studenti.
– crede che avrebbe meritato un voto decisamente migliore di 18, alla fine aveva anche studiato tanto.
Il Prof. di ingegneria:
– a volte crede di avere a che fare con studenti usciti dalle scuole medie e non da un liceo.
– è contento che, anche se non c’è nessuno studente che riesce a seguire le lezioni, almeno non fanno troppo casino.
– è contento che qualcuno non venga più a lezione a vegetare.
– è contento di ricordarsi le facce degli studenti venuti tutte le settimane a ricevimento.
– se aveva fissato un’ora di ricevimento ha deciso, per l’anno successivo, di fissare il ricevimento solo su appuntamento. Se aveva fissato il ricevimento su appuntamento ha deciso, per l’anno successivo, di fissare un’ora di ricevimento. Il tutto con la vana speranza di passare meno di 3 ore a settimana a fare ricevimento studenti.
– pensa che l’anno successivo metterà esercizi ancora più semplici allo scritto.
– spera che l’anno successivo ci sia uno studente che azzecchi tutte le definizioni
– non capisce come gli studenti non riescano nemmeno a copiare ed imparare a memoria le definizioni.
– pensa che, fosse stato un prof. serio, avrebbe dovuto bocciare il 90% degli studenti.
– si rammarica del fatto che, anche quest’anno, non è riuscito a dare nessuna lode.

Claudio Melotti

Log(os) – GIOVANI INGEGNERI ALLE PRESE CON LA MATEMATICA – prima parte

Gli studenti di Ingegneria al primo anno devo affrontare l’ostico esame di analisi matematica.

Ecco come studente e docente si presentano all’avvio dei corsi.
Lo studente di ingegneria:
– crede che il programma dell’esame di analisi sia difficilissimo
– crede che basterà presenziare a lezione per superare l’esame.
– crede che andare a lezione sia obbligatorio.
– crede che il Prof. si ricordi quali studenti hanno frequentato e quali no.
– crede che andando a ricevimento capirà tutto o quantomeno verrà agevolato dal Prof. al momento dell’esame.
– crede che esista una ricetta per risolvere qualsiasi tipo di esercizio.
– crede che basti capire più o meno come funzionano le cose.
– crede che riuscirà a copiare lo scritto e fregare il prof all’orale imparando a memoria il libro.
– crede che il Prof. sia tanto più contento quanti più studenti boccia.
– crede che anche senza sapere nulla un 18 riuscirà in qualche modo a prenderlo.
Il Prof. di ingegneria:
– spera che chi si è iscritto ad ingegneria abbia capito il programma di matematica del liceo.
– spera che ci sia qualche studente che venga a lezione per seguirla.
– spera che lo studente abbia capito cosa significa frequenza non obbligatoria.
– spera di ricordarsi almeno le facce degli studenti della prima fila.
– spera di non passare 2 ore di ricevimento a ripetere le stesse cose dette a lezione.
– spera che gli studenti capiscano che se gli esercizi si risolvessero tutti allo stesso modo gli ingegneri sarebbero già stati sostituiti da pc.
– spera che lo studente provi almeno a capire per bene le definizioni.
– spera che i suoi sforzi di non vedere gli studenti che copiano portino frutto e che sappiano almeno imparare bene a memoria le cose.
– spera di riuscire a promuovere il maggior numero di studenti.
– spera che gli studenti si preparino per riuscire a prendere 30 e non 18.