LA GENTE SE NE FREGA CHE NOI GLIELO CHIEDIAMO, VUOLE SOLO CHE NOI PROVVEDIAMO

HIGGINS: Il problema è economico. Oggi è il petrolio vero? Tra dieci o quindici anni il cibo, plutonio, e forse anche prima. Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?

JOE : Chiediglielo.

HIGGINS: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d’inverno si gela e il petrolio è finito, chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che noi glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo.

JOE : Bravo, Campione d’altruismo. E quelle sette persone massacrate Higgins?

HIGGINS: La Compagnia non ha dato l’ordine

JOE: Ma Atwood sì! L’ha dato Atwood! E chi diavolo è questo Atwood? Non sei tu? Non siete tutti voi? Sette persone uccise! Mentre voi fate i vostri giochetti di merda!

HIGGINS: E’ vero, ma anche dall’altra parte li fanno. Ecco perchè adesso non ti possiamo più lasciare fuori.

JOE: Va, torna alla tua compagnia.. che aspetti? E’ troppo tardi…

HIGGINS: Cosa?

JOE: [indicando la sede del New York Times] Non vedi dove siamo? Tutto scritto e consegnato, è da lì che spediscono le copie. E’ tutto in mano loro, nero su bianco, da cima a fondo.

HIGGINS: Scritto? Ma cosa hai scritto?

JOE: Ho raccontato i fatti! Voi fate esperimenti io racconto fatti veri.

HIGGINS: Che stronzo, sei un povero stronzo figlio di puttana. Hai fatto pià danno di quanto non t’immagini.

JOE: E’ quello che spero.

HIGGINS: Sarai solo Turner, più solo e disperato che mai. Non avrei mai pensato, che avresti fatto questa fine

JOE: Per questo l’ho scelta.

HIGGINS: Hey Turner! sei sicuro che lo stampano? Vai vai continua pure per la tua strada, ma dove arrivi se poi non lo stampano?

JOE: Lo stampano!

HIGGINS: E cosa ne sai?

(Tratto da I tre giorni del condor)

IL RITORNO DI MATT HARDING

Un anno fa in questo post pubblicammo la storia di Matt Harding.

Il nuovo WheretheHellisMatt?! versione 2012 è pronto, il primo con un’idea sociale e politica dietro e il primo in cui tra i mille luoghi in cui balla c’è anche l’ Italia, conRoma e Milano.

Dopo 8 anni di questo ormai Matt è un professionista della viralità, gira il mondo due mesi alla volta (in quel tempo copre un continente) dopodichè torna a casa e se ne sta un po’ a pianificare il prossimo continente. In ogni città sta una media di due giorni: arriva, cerca luoghi o parla con suoi fan in loco che glieli consigliano, poi si piazza con l’attrezzatura e gira il video. Se è in un luogo in cui è conosciuto (Europa, America e qualche città dell’Asia) trova una folla accorsa per lui che può sfruttare per un aiuto, se si trova in posti remoti se la va a cercare. Dopodichè in 30 minuti fa tutto.

A Roma aveva trovato un interprete tra i ragazzi arrivati per lui, a cui ha lasciato anche il compito di far partire e fermare la reflex digitale usata per girare, e altri due ragazzi, che ha messo a vendere magliette “I danced with Matt” (a 12€ l’una e ne aveva una valigia piena che ha esaurito, fate i conti) e poi finalmente ha girato. Un po’ del suo passo classico, un po’ dei movimenti che si vedono nel video e un po’ di un ballo improvvisato lì per lì, che alla fine non è entrato nel montaggio finale.

Dopo tre  video di grande successo, molto simili tra loro, la novità non poteva più essere i posti visitati, anche se come dice lui: “La cosa bella del pianeta Terra è che i posti belli non finiscono mai”, così nel nuovo video Matt ha inserito un’idea particolare, ovvero quella di ballare là dove nessuno immagina che ci possa essere felicità.

I suoi precedenti video erano noti per i luoghi incredibili che riusciva a trovare (memorabile il deserto del sale che apre il video del 2006), mentre dal 2008 aveva cominciato ad includere le folle e questo gli ha fatto pensare che la felicità incontenibile che i suoi video trasmettono è tanto più forte quanto più i luoghi sono remoti e, nella testa del pubblico, legati a fatti o pensieri tristi.

Così a parte le solite location cittadine europee o americane, nel video 2012 fanno capolino molti posti che l’attualità lega a quanto di peggio possiamo immaginare, tutti luoghi in cui non è facile entrare e da cui solitamente non abbiamo buone vibrazioni.

Eppure Matt è riuscito a penetrarne le regole e le barriere grazie al più illustre degli sponsor possibili: le Nazioni Unite. Nel suo momento di grande fama infatti le UN l’hanno contattato proponendosi di aiutarlo ad arrivare in posti politicamente complessi. Ad esempio la Corea del Nord che qui compare molto, era fino a quel momento off limits per lui.

Matt Harding, il più grande uomo virale del video in rete, in 8 anni ha abbandonato il suo lavoro in una società di videogiochi, ha cominciato a viaggiare per vivere, è diventato imprenditore di se stesso rischiando in proprio e in ultima analisi è stato promosso a strumento di una comunicazione benefica per conto delle Nazioni Unite. Matt Harding è Internet.

IL CONSUMO DEI MASS-MEDIA

Quello che i mass media offrono non è arte popolare, ma intrattenimento destinato a essere consumato come cibo, dimenticato e sostituito da un nuovo piatto.

(Wystan Hugh Auden)

Grazie a Gianluigi Chiaro per la segnalazione.