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IN ITALIA DOCENTI SEMPRE PIÙ ANZIANI


Non solo sono i più anziani rispetto ai loro colleghi europei. Ma continuano ad invecchiare. Unica speranza, nel mondo della scuola comincia ad entrare anche qualche under 25. Visto l’interesse suscitato dai dati Eurostat che indicano come i docenti italiani siano i menogiovani del continente, Infodata ha deciso di approfondire la questione. Cercando, cioè, di costruire una serie storica. Per verificare come siano andate le cose negli ultimi anni.

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LA CARICA DEI PROF SU YOUTUBE

 

La prossima volta che vi renderete conto che vostro figlio ha gli occhi incollati allo schermo del cellulare e che sta guardando un video su YouTube, pensateci bene prima di sgridarlo: potrebbe star studiando e voi ci fareste la figura del solito adulto che arriva dall’Età della Pietra.

Un mondo intero di professori è sbarcato negli ultimi anni su YouTube. Alcuni sono in pensione ma non hanno perso la voglia di insegnare, altri sono pienamente operativi e utilizzano il loro canale al posto dei compiti e invitano i loro alunni a studiare osservando dei video specifici su cui si discuterà in classe. Ci sono i professori che utilizzano YouTube per formare altri professori e dedicano ai loro alunni video visibili solo ad una ristretta cerchia di persone.

È un universo in continua evoluzione, che non ha le cifre e il giro d’affari che c’è dietro le giovani youtuber ma può comunque dare soddisfazioni e anche centinaia di migliaia di iscritti a chi prova a utilizzare i video condivisi per diffondere cultura e insegnamenti. Elia Bombardelli non ha ancora trent’anni, da cinque insegna matematica e fisica al Liceo Internazionale Arcivescovile di Rovereto e da quattro ha aperto il canale YouTube LessThan3Math che ha oltre 130mila follower. Fra le sue hit ci cono «Dominio di una funzione, cos’è e come trovarlo» che ha superato le 400 mila visualizzazioni oppure «Seno, Coseno e Tangente. Funzioni goniometriche» con oltre 300 mila visualizzazioni.

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SE MANCANO I BUONI INSEGNANTI

Qualità della scuola e qualità degli insegnanti

I deludenti risultati delle indagini internazionali sulle competenze di base possedute dagli studenti italiani hanno alimentato un ampio dibattito sulla necessità di riformare la scuola italiana e, in particolare, di rivedere i meccanismi di reclutamento, retributivi e di carriera degli insegnanti.

In effetti, l’evidenza empirica conferma che la qualità degli insegnanti, variamente misurata, costituisce un fattore importante nel determinare i risultati dei processi formativi, anche se con un peso inferiore rispetto al ruolo giocato dalle caratteristiche individuali degli alunni e dal background familiare e ambientale. Un aspetto quest’ultimo spesso sottovalutato in un paese che registra tuttora un forte ritardo educativo e importanti fenomeni di analfabetismo di ritorno segnalati dalle indagini Piaac – Programme for the International Assessment of Adult Competencies sulle competenze degli adulti.

La questione del reclutamento e dei meccanismi retributivi e di carriera degli insegnanti è centrale nel confronto sulla riforma dei sistemi d’istruzione non solo in Italia, ma anche in gran parte dei paesi Ocse. A ciò si somma il fatto che l’età media del corpo insegnante, particolarmente in Italia, è elevata e che, quindi, in vista del consistente ricambio che si dovrebbe realizzare a breve, appare urgente la necessità di migliorare i meccanismi di selezione e autoselezione delle risorse umane nella scuola.

 

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